Il pericolo del file-sharing la fuga di informazioni riservate

E’ un pomeriggio come un altro… Mi ritrovo a navigare allegramente e a cercare un determinato manuale che ho lasciato a casa (non giro con i manualoni della Cisco in borsa). Dopo poco tempo di vani tentativi e qualche screzio con la posta elettronica mi viene in mente di ricercare il PDF del manuale direttamente su un server di file-sharing: ho scoperto negli anni che molte volte le biblioteche di E-Mule non hanno nulla da invidiare alle biblioteche della mia città.

Ma, lapsus freudiano, invece di ricercare “PDF” mi scappa un “PST”, probabilmente dato dal recente screzio con il programma. E da li si scopre un mondo… Già, perché decine sono gli utenti che incautamente condividono caselle di posta elettronica direttamente in file-share… E non basta: anche backup, fotografie private, database di contabilità… In breve tutto lo scibile della ditta a disposizione di chiunque…

Superato lo sgomento iniziale, e finito il paio di telefonate alle ditte interessate che esponevano i dati di fatturazione, quello che rimade della mia avventura nei meandri dell’incauto file-share è un articolo intitolato L’hacking dei sistemi utilizzando File-Sharing e richerche di Google. Al solito aspetto vostri commenti, apprezzamenti, insulti… :)

UPDATE: Una nota rivista informatica ha chiesto di esaminare l’articolo per la pubblicazione in esclusiva… Questo significa che per il momento l’articolo è stato messo in “standby”… Vi avviso non appena sarà di nuovo disponibile…

Autore:

Le università italiane passano al cloud. Con quali garanzie?

Oggi grazie a Yanfry scopro una conversazione interessantissima sulla mailing list di Nexa a firma del Prof.Luciano Paccagnella, Professore Associato di Sociologia dei processi culturali nel Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino: gli atenei italiani e tra I primi Torino stanno dismettendo i loro servizi di posta elettronica migrando su Gmail (ma […]