WordPress, SEO, ottimizzazione e Slashdot…

Nell’ardua battaglia per portare online la nuova versione del sito web mi sono imbattuto in una serie di utili ausili per chi deve fare i conti con il moderno modello di ‘business’ dei Blog, sempre più incentrato sulla popolarità all’interno dei motori di ricerca e sulla ricerca del PageRank e di manovre di SEO . Dopo un paio di esperienze sul campo della pesante battaglia contro l’high load del sito web e sullo ‘Slashdot effect’ volevo anche premunirmi degnamente in caso di eventi come questi. Innanzitutto mi preme di sottolineare che la piattaforma utilizzata da Lastknight Dot Com è WordPress, in questo momento alla versione 2.0.2 e con una valanga di plugins installati, oltre che opportunamente modificati (‘hacked’ sarebbe la parola corretta) per venire incontro alle mie paranoie e manie di precisione. In seconda battuta, non avendo trovato molte fonti a cui documentarmi, volevo rendere parte la community italiana di WordPress sulle risorse più comode per la gestione di queste problematiche. Ed ecco i plugins:

  • WP Autolink Consente di creare link in WordPress e sostituire le eventuali parole con medesima dicitura all’interno del testo con i relativi link. Molto comodo per avere effetti come questi: Firefox , articoli , conferenze . Inoltre aumenta esponenzialmente l’internal linking e l’external linking e la link depth per migliorare e meglio distribuire i valori di pagerank.
  • WP Recent Comments Genera non solamente, come detto dal nome, l’elenco dei recenti commenti inseriri, ma anche e soprattutto l’elenco dei trackback ricevuti in modo da generare correlazione positiva tra link entranti ed uscenti. Lo vedete in funzione in ambedue le accezioni nel box “Commenti” che trovate nella colonna di destra.
  • WP Optimal Title Splendido scriptino che consente la formattazione in modo automatico dei titoli di pagina in modo agevole e soprattutto performante come indicizzazione. Omologa al page-slug il titolo della pagina e prepone questo ad eventuali altri informazioni quali il nome del sito. Lo potete vedere in funzione zompettando qui e là nel nio sito web.
  • WP FeedBurner Consente la totale integrazione del feed RSS del proprio sito web con quello proposto in FeedBurner, consentendo in una sola operazione di mantenere le hits al proprio sito web (ed il controllo relativo) e di usufruire dei servizi di FeedBurner.
  • WP Related Entries Permette di creare, in modo totalmente automatico, un elenco di articoli correlati (in modo anche abbastanza preciso) a quello che si sta leggendo. Ne vedete esempi ovunque visitando su questo sito una qualunque pagina di singolo post.
  • WP SubscribeMe Genera l’elenco dei possibili subscribe (da Google a Yahoo, da MSN a BlogLines…) che vedete nel box “Register” nella colonna di destra.
  • WP Meta Tag Generator Consente una capillare gestione delle Meta Keywords e delle Meta Descriptions associate alla singola pagina o al singolo Post utilizzando i Custom Fields. INoltre presenta anche una serie di parole “di default” se queste non dovessero essere presenti.
  • WP Google Sitemap Aggiungo quasi per solo scrupolo il celeberrimo plugin che permette di implementare in modo totalmente automatico le Google Sitemap XML per l’intero Blog. Per quanto invece riguarda il caching in caso di guai di traffico segnalo:
  • WP Cache Plugin madre di ogni sistema di cache che consente di renderizzare staticamente le pagine e di servirle dalla cache anzichè da elaborazione. Oltre a questo “semplice” task, però, consente in modo automatico di modificare le pagine all’inserimento di nuovi commenti e di selezionare la durata desiderata di caching in secondi. Se voleste approfondire anche i dettagli teorici delle necessità di queste implementazioni vi rimando per la parte di SEO all’ottimo articolo “SEO for WordPress” oltre che all’altrettanto competente e chiaro “Ultimate WordPress SEO Tips” di Fintan Darragh.

Se invece vi state preparando a subure lo Slashdot Effect vi suggerisco decisamente l’ottimo “WordPress in High Traffic“.

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Google in UK: 5 miliardi di ricavi, 21 milioni di tasse

Stavolta niente giornali complottisti, ma direttamente il Financial Times che recita: Google’s UK operation paid £20.4m of corporation tax on its profits in 2013, according to accounts filed at Companies House on Thursday. Documents published by the parent company this year showed that the country accounts for $5.6bn of revenues. qui Estote parati.