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Matteo G.P. Flora

Mi occupo di Analisi e Protezione della Reputazione Online con la mia azienda, oltre che di comunicazione e sicurezza tra Dharma & Data.

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Le linee guida del CNIPA sulla Dematerializzazione Digitale

Il CNIPA ha finalmente pubblicato negli scorsi giorni il Libro Bianco che segnala le corrette linee guida in merito alla dematerializzazione del cartaceo nell’ottica della Archivizione Ottica Sostitutiva.
Questa manovra rappresenta, soprattutto se collegata al recente accordo di intesa con Adobe per l’utilizzo del formato PDF per l’archiviazione, una ancora più marcata svolta nella direzione della fattibilità di esecuzione materiale delle linee guida.
COme avevo avuto modo di discutere durante i miei interventi al Convegno sull’Archiviazione Ottica Sostitutiva di Febbraio la pubblicazione di un Libro Bianco era da ritenersi una manovra fondamentale per l’applicazione pratica senza errori di principi di base abbozzati ed imprecisi.
Con la pubblicazione di questo volume (per inciso intitolato “La dematerializzazione della documentazione amministrativa”) il CNIPA compie un’analisi di ampio respiro e di ragguardevole profondità sullo stato dell’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni a nove anni dalla pubblicazione dell’art. 15 della legge 59/97 (la prima “Bassanini”), che attribuiva al documento informatico gli stessi effetti del documento tradizionale, nel rispetto di alcune importanti regole formali.
E’ vero che sicuramente la dematerializzazione dei documenti è solo un primo e ridotto passaggio dell’informatizzazione delle amministrazioni, ma è anche vero che per molti versi rappresenta quello essenziale, perché nessun procedimento può essere dematerializzato effettivamente fino a quando i processi sono movimentati dai cari, vecchi “pezzi di carta”. Il libro bianco è il prodotto del lavoro di un gruppo, presieduto dal componente del CNIPA Pierluigi Ridolfi, a cui hanno partecipato il ragguardevole numero di nove ministeri, oltre alla Presidenza del consiglio e allo stesso CNIPA.
Il risultato è molto interessante, nei limiti inevitabili di un documento così ufficiale che è costretto a parlare per circonlocuzioni e perifrasi a volte ostentate e poco chiare, ma rappresenta comunque un documento da leggere con estrema attenzione.
Per chi desiderasse approfondire l’argomento consiglio sicuramente gli articoli: * La conservazione alternativa dei documenti di Enrica Massella Ducci Teri * La conservazione del documento digitale di Gianni Penzo Doria * Protocollo di intesa Adobe * Nuove tecnologie per l’interoperabilità del documento informatico dello stimato consocio AIP Giovanni Manca