Che Milano sia una città non è nulla di nuovo. Lo sappiamo dai tempi di Mediolanum e della “Milano da bere”. No, la novità non sta nel fatto che Milano sia una città, ma nel fatto che qualcuno se ne accorga, che qualcuno cioè inizia a considerarla non come pedina sullo scacchiere di elezioni politiche, non come lauta fonte di introiti e di potere, ma primariamente come una città.
Milano non è più una città, è un pezzo di terra con su delle costruzioni, è un pezzo di mondo abitato da persone singole che non hanno relazioni fra loro, è un brutto contenitore di storie difficili. In questi ultimi giorni di campagna elettorale vi invito a dare un occhio a Questa è una città, la lista apartitica creata in seno al progetto Esterni e che si propone un programma elettorale capibile, scritto dalla gente per la gente. Si definiscono una lista di civili, intendendo ovviamente di non politici ma di persone che conoscono il territorio che vivono.
In questi anni hanno fatto, come Esterni, tantissimo per Milano, ed in un momento politico in cui personalmente mi disgusta votare sia a destra che a sinistra si sono guadagnati, con la pacatezza e la tranquillità, con la concretezza delle loro parole e con le loro parole attente e rispettose il mio voto e, spero, quello di altri lettori.
No, non sono né presente nelle loro liste né nel loro collettivo, ed oltretutto non collaboro nemmeno con Esterni, ma in gente concreta che ama la sua Milano io credo…
» Il sonno polifasico: una introduzione
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Che Milano sia una città non è nulla di nuovo. Lo sappiamo dai tempi di Mediolanum e della “Milano da bere”. No, la novità non sta nel fatto che Milano sia una città, ma nel fatto che qualcuno se ne accorga, che qualcuno cioè inizia a considerarla non come pedina sullo scacchiere di elezioni politiche, non come lauta fonte di introiti e di potere, ma primariamente come una città. 