HackIt_2006: è ora di un Hacking Moderato?

hack Di ritorno dall’HackMeeting devo dire che le mie impressioni sono decisamente contrastanti. Premesso che la mia partecipazione è stata legata sicuramente più al ritrovo ed alla cordialità con persone che riesco a incontrare raramente, l’approccio dell’HackMeeting di quest’anno mi è sembrato non solo decisamente “centrosocial-ista” ma anche e soprattutto molto, molto “anarchico-insurrezionalista”. HackMeeting Ovviamente non è una novità, visto che gli spazi sono sempre stati di forte connotazione politica (cosa peraltro necessaria e sicuramente comprensibile e per moltissimi versi apprezzabile), ma comunque sia la presenza massiccia di scritte inneggianti alla distruzione devastazione e saccheggio” o figure di Forze dell’Ordine con in bella vista la dicitura “il tuo posto è sotto ad un treno”, episodi di vandalismo gratuito e di esaltazione degli stupefacenti non cessano di turbarmi. Non cessano di farmi chiedere assiduamente “Ma tu appoggi veramente questa linea di pensiero? Tutta la linea?“. E ancora più a fondo la domanda: “Ma questo è veramente l’Hacking Italiano?“. HackMeeting La scena hacking internazionale è sicuramente orientata alla lotta al “grande fratello” totalitario, tuttavia una così stretta vicinanza a concetti violenti, armati o rivoltosi mi lascia comunque sempre scosso, turbato. Non mi piace pensare che questa sia la matrice unica della scena Hacker italiana, forse anche perché marginalmente mi piace pensare (a torto a ragione e con molta, molta umiltà) di rientrarci. Eppure molte delle persone che conosco e che ritengo amici sono sicuramente degli ottimi hacker in senso etimologico, sono persone di sterminata competenza e a volte con passati burrascosi, ma attualmente non solo sono tremendamente tranquilli e sereni, ma anche pragmatici nelle scelte e fortemente orientati al problem-solving anzichè all’attacco. Anche politico. HackMeeting Penso che sia sicuramente necessario connotare politicamente una posizione, una ideologia, un pensiero, ma penso sia altrettanto importante fare conoscere all’opinione pubblica le ideologie di quella gran parte degli Hacker che al contrario del collettivo di HackMeeting non espongono manifesti che parlano di uccidere qualunque poliziotto, non inneggiano a distruggere e saccheggiare, non parlano di Okkupare e spakkare il kranio ai fasci, ma semplicemente desiderano fortemente un controllo minore da parte dello stato, una ingerenza nella privacy più moderata, una più agevole distribuzione dei media senza DRM di sorta, una maggiore permeazione delle realtà Open Source in Italia. HackMeeting Credo che sia forse ora, nonostante sia sicuro che il termine farà inorridire molti e me ne inimicherà altrettanti, di una scena Hacker Moderata, una scena a cui importi evolvere il sistema, a cui importi guidare l’opinione pubblica, a cui importi l’intransigenza su determinati vincoli e determinate ideologie di salvaguardia delle Libertà Digitali ma che aborra l’utilizzo della lotta armata, del cracking e delle manifestazioni violente in genere. HackMeeting Forse una parte di noi sta invecchiando (io compreso, con i miei quasi trent’anni), ma forse con l’età si cerca di mediare e di capire. Non parlo, sia chiaro, di “Hacking all’acqua di rose” o di “hacking rosa“: sono profondamente convinto della necessità di manifestazioni, di scene di piazza, di sit-in o di NetStrikes, ba non so raffrontarmi e non capisco la lotta armata del cracking senza quartiere e delle bande armate. HackMeeting Che sia chiaro, sono semplicemente i miei umili 2 eurocents, ma spero qualcuno di migliore di me li raccolga ed aggiunga i suoi, per arrivare a fare pesare questi nostri piccoli eurocents e portarli non a guidare l’economia mondiale ma magari a decidere qualcosa sulla spesa pubblica. Che dite, è arrivato il momento di un partito di Hacking Moderato? E se l’hacking fosse APARTITICO come la libertà? UPDATE: Capendo che la mia è solo UNA delle voci vi invito a leggere altre riflessioni disponibili qui, qui, qui, qui. Inoltre vi invito a leggere per conoscenza personale il commento dell’amico Raoul Chiesa disponibile sulla Stampa. Per par-condicio mi segnalano inoltre l’ottimo articolo di Enrico Rubboli. UPDATE 2: Siccome sono stato accusato veementemente in parechie list e mail private di parlare senza sapere cosa sia successo e di dire falsità gratuite sulla manifestazione ho pensato di accludere qualche fotografia… Non che siano la sola espressione di quanto accaduto nei tre giorni, ma sono semplicemente la parte che mi ha colpito e amareggiato per molti versi. Durante gli appuntamenti non era consentito fare fotografie e sarò felice di indirizzare a link che ne contengano… UPDATE 3: Accolgo e volentieri ripubblico la risposta aperta di Giacomo Cariello su Cyberiade al mio articolo. Non mi sento una voce sola… UPDATE 4: Gli amici (perché sia chiaro, contesto i metodi, non le persone) delle Cavallette hanno rilasciato un approfondito e sicuramente illuminante commento alle giornate di HackMeeting . Mi sembra più che corretto referenziarlo perché possiate vedere “dall’altra parte”. FERMATI!!!! FERMATI!!!! FERMATI!!!! FERMATI!!!! ** Hei, tu, potenziale commentatore… prima di aggiungere entropia ad un post già entropico, leggi per cortesia qui… Grazie. **

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