Google: La Minaccia Fantasma

Evil Google Nei giorni di acquisizione di YouTube (è su tutti i principali quotidiani di informazione del Web) la predominanza nel settore del “web di consumo” di quel colosso che è Google diviene lampante ai più. In un’ottica di servizi integrati, Google oggi gestisce oltre al motore, al circuito di pubblicità per inserzionisti e publisher, alla suite di calendario e di elaboratore testi sino ad arrivare alla mail e ai servizi di video e alle community, abbracciando di fatto in un’ottica pervasiva la stragrande maggioranza della navigazione dell’utente medio.

E’ con interesse quindi, dal basso della mia paranoia e della mia attitudine ad osservare il “lato nascosto” delle cose che ho letto l’articolo dell’amico Vecna su “Google: La Minaccia Fantasma“. L’articolo è articolato e completo (ed in lingua italiana) e non mi dilungherò quindi a replicarlo su questo Blog. Volevo solamente in modo puntuale analizzare i principali capisaldi dell’analisi che ho trovato estremamente interessanti: * In prima analisi è interessantissima la disquisizione sulla durata dei Cookies che rendono il piano a lungo termine di Google decisamente più comprensibile. Le problematiche di tracciamento rivestono oggigiorno uno schiacciante ruolo di attualità e una analisi delle dinamiche di tracciamento di Google sarebbe sicuramente auspicabile. * In seconda analisi la valutazione dell’inquinamento dell’informazione presenta dati numerici inquietanti e mai prima d’ora così documentati Google: la Minaccia Fantasma Il grafico che vediamo a fianco, preso dall’articolo, dimostra in modo inequivocabile quanto il posizionamento dei risultati all’interno delle pagine di ricerca possa determinare la navigazione dell’utente medio. Se io e Vecna infatti analizziamo link sino alla 5a pagina, sembra che l’utente medio si fermi molto, molto, molto prima. In un’ottica in cui vari studi dimostrano come l’informazione di Google vari a seconda della posizione geografica (esiste addirittura un sito che presenta i risultati di Google nelle varie nazioni), della presenza o meno di un regime di dittatura o da parametri imprescindibili ed incomprensibili noti al solo Google, la dimostrazione pratica della veicolazione possibile spaventa ed inquieta. Spaventa, inoltre, la pratica di tracciamento praticata sui click stessi: se infatti in origine il motore di ricerca presentava il link diretto alla risorsa che era stata rilevata, oggi come oggi il link presentato non è altro che un tracciatore ed un marcatore che mostra a Google non solamente il nostro interessamento, ma anche il nostro click effettivo… Da qui, quale la soluzione? Probabilmente al momento nessuna, ma articoli come questi aiutano sicuramente a mantenere alto il livello di guardiaSpoiler: ho dato una mano a Vecna a recuperare i dati e la mia analisi potrebbe quindi essere poco obiettiva. P.S. Mi segnala l’amico Marco Calamari (artefice del Progetto Winston Smith) che la sua rubrica Cassandra Crossing presupponeva lo senario già dal Novembre 2005… Che dire? Tanto di cappello =]

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