Lasciate che i bambini – storia di un libro che non esiste

Lascite chi i bambini Mentre continuo a studiare e ristudiare il fenomeno della Pedofilia e Pedopornografia in Italia, dopo i consensi e le varie riflessioni della Conferenza dell’8 Febbraio, mi imbatto nel Libro che Non Esiste. Come fa un libro a non esistere?

Per capire leggiamo un articolo de “La Repubblica” dell’11 Dicembre 2001:

Luther Blissett dovrà risarcire il pubblico ministero Lucia Musti e il libro “Lasciate che i bimbi” dovrà essere distrutto. È una vittoria secca quella ottenuta dal magistrato <…> La sentenza prevede dunque la condanna. della società editrice “al ritiro dal commercio e alla distruzione delle copie” del libro “presenti in librerie o presso la sede”. Se la Castelvecchi vorrà continuare la pubblicazione, potrà farlo a patto di eliminare i due paragrafi incriminati. Gli stessi paragrafi dovranno essere eliminati dal sito Internet. Un’altra società, la Cybercore, dovrà cancellare da un altro sito di una parte di un articolo che riprende l’argomento, dal titolo: “La verità è elettrica e si diffonde, si diffonde, si diffonde”. Le società condannate dovranno anche pubblicare la sentenza per estratto sui quotidiani. Alla dottoressa Musti è stato riconosciuto un danno di ottanta milioni di lire (40.760,17 euro). Il suo avvocato Nicola Alessandri, che l’ha difesa insieme a Guido Magnisi, ha dichiarato che è stato raggiunto l’obiettivo principale della causa, “l’accertamento del contenuto diffamatorio di alcune dichiarazioni nel libro di Luther Blissett”. L’avvocato Franco Bambini che difendeva il firmatario del contratto, Roberto Bui, ritiene che sarà impugnata la sentenza. Bui afferma che le richieste di Musti “sono state molto ridimensionate. Il libro è presente in tanti altri siti web ed è inestirpabile”. Ma come può un libro a fare tale e tanta paura da dover essere distrutto, mediante un processo di Hitleriana memoria? Di cosa parla, quali verità scottanti mette in luce?

Principalmente mette in luce quanta enfasi mediatica sia data al fenomeno (di per se esecrabile) senza alcun tipo di fondamento razionale, in una sorta di Caccia alle Streghe che, come tutte le cacce alle streghe altro non porta che un ottenebramento della ragione. Si tratta la storia dei casi di RMS e di supposta coercizione nella testimonianza, si trattano gli argomenti alla base delle False Memories che gli psicologi ben conoscono ma mai divulgano (e che richiederebbero da sole una decine di post) e si trattano soprattutto i temi legati ad inchieste che in Italia hanno fatto la storia.

Non dico, sia chiaro, che contenga tutte e solo verità e anzi come al solito vi invito alla lettura “cum grano salis”, ma che chiunque voglia approcciare il fenomeno con un distacco necessario per la valutazione obiettiva dovrebbe sicuramente dare una veloce lettura al volume e correggere il tiro, spostando un poco più la palla al centro.

Consigliato mi ha seguito nella Conferenza di InfoSecurity dell’8 Febbraio.

Per scaricarlo in versione integrale è sufficiente cliccare sull’immagine o su questo link che rimanda alla pagina relativa sulla Wu Ming Foundation.

E che sia chiaro che comunque, per quanto mi riguarda, pena di morte”” contro reati ACCERTATI di Pedofilia…. Il problema sta proprio sull’ACCERTATO**…

P.S. Sono state pubblicate le slide dell’ Intervento a Infosecurity 2007 sulla Pedopornografia e la censura web.

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