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Matteo G.P. Flora

Mi occupo di Analisi e Protezione della Reputazione Online con la mia azienda, oltre che di comunicazione e sicurezza tra Dharma & Data.

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Digg, il Web 2.0, la community e 09 f9 11 02 9d 74 e3 5b d8 41-56 c5 63 56 88 c0

Digg and HDDVD > Per chi arriva da ZioBudda: C’è stata qualche lamentela da parte di un paio di lettori su presunti plagi di questo post che sinceramente non me la sento di confermare. Ne scrive proprio ZioBudda in una news a cui Paolo De Andreis ha risposto qui nei commenti.
Gli articoli citati sono qui e qui e nei commenti a questo post potete trovare altre informazioni, come pure le mie risposte… Grazie per la visita e dite pure la vostra… Ci sono un’infinità di aziende italiane che si stanno riempiendo la bocca con il termine “Web 2.0” e che organizzano a torto o a ragione seminari su seminari parlando di questa o quella tecnologia…
Personalmente parlo di Web 2.0 e tengo conferenze da tempi non sospetti, e mi arrogo quindi il diritto di dire che forse qualcosa ne so.

E oggi forse ne hanno capito qualcosa anche i creatori di Digg, la community internazionale di e-democracy delle news, se il titolo che ho scelto vi dice qualcosa…
Tutto è iniziato per caso con una storia che postava la chiave di decifrazione del formato HD DVD, la stessa chiave che vedete qui nel titolo del messaggio. E da li in poi la giornata di Digg si è tramutata in un inferno

Già, perché sotto la pressione di una lettera di cease and desist, Digg ha deciso di eliminare il messaggio postato e di bloccare temporaneamente gli utenti che avevano scritto di quel codice.
Vi era stato anche un morigerato tentativo di sdrammatizzazione sul blog ufficiale, ma non è bastato a contenere le centinaia di utenti inferociti che si sono premurati di inviare migliaia di storie al sistema, costringendo lo staff di Digg a decidere tra il non limitare la libertà di espressione e il dover chiudere per qualche ora il sistema.

E questa volta sembra proprio che gli utenti abbiano vinto.
E alla fine di tutto la risposta successiva di Kevin Rose, il fondatore di Digg, appare persino commovente: > But now, after seeing hundreds of stories and reading thousands of comments, you’ve made it clear. You’d rather see Digg go down fighting than bow down to a bigger company. We hear you, and effective immediately we won’t delete stories or comments containing the code and will deal with whatever the consequences might be.
> If we lose, then what the hell, at least we died trying.

Credo che sino ad oggi anche lo staff di Digg non abbia capito quale community stavano coltivando e quale impatto sociale avesse il loro progetto. Ma so solamente che anche da questa parte del mondo qualcuno sarà pronto a dare una mano per mantenere in piedi chi si è premurato di optare per la libertà di stampa.

E ancora di più sono convinto che il nuovo progetto abbia una sua importanza vitale nel tessuto di questa rete che si evolve…