L’Hacker, il Terrorismo, le PSYOP e la Sicurezza

Claudio Agosti Hacker Non ho mai fatto mistero della mia immensa stima verso Claudio “Vecna” Agosti e verso le idee che riesce a creare da un qualunque argomento, ma mai prima d’ora ho avuto la netta sensazione di vedere il vero profilo psicologico di un hacker.

Chi è un hacker? Una persona che percepisce la realtà come differente, che non si conforma a quello che è il sentire comune e che trova itinerari psicologici ed attuativi differenti all’interno di quello che il sentire comune può vedere come una sistematizzazione finale di un argomento. L’hacker è quello che guarda un tostapane e vede il possibile strumento musicale, è quello che vede un arancio e pensa alle applicazioni come catodo di una batteria, è quello che vede l’ovvio ed il banale e ne vede lati che non siamo normalmente disposti ad immaginare come possibili. L’hacker è un creativo, se così vogliamo dirlo, è un rappresentante del Pensiero Parallelo.

E cosa succede se l’hacker incontra il Terrorismo, le riviste del Sismi Sisde e i testi di Psicologia dell’Intelligence? Beh, succede che lo scenario del mondo da lui prospettato, la sua comprensione della realtà e la sua semplice constatazione di quello che DOVREBBE essere banale diviene in realtà una affascinante visione del mondo che non eravamo soliti vedere e che non abbiamo mai ipotizzato. Come una epifania di Joyciana memoria, come un disvelamento, uno squarcio nella tela della realtà, assistiamo tutto ad un tratto ad una realtà parallela che ha la stessa valenza di quella reale e che, però, non coincide in nemmeno un punto con quella che è la NOSTRA realtà.

Tutta questa premessa per dire che Vecna ha scritto un saggio dal titolo Il parere dei vecchi: perché sicurezza e privacy non possono convivere?. No, non è un post di un blog o un articolo, è esattamente un saggio di poche pagine, da leggere lasciando a casa qualunque tipo di preconcetto e soprattutto aggrappandosi alla sedia per mantenere il contatto con quella che NOI chiamiamo realtà. E preparatevi: stare ad ascoltare Vecna è un esercizio che pochi coraggiosi riescono ad intraprendere, ma leggerlo è una sfida… Immaginate per un secondo di leggere Joyce, dove presente, passato, immaginato, reale e desiderato si fondono in un “flusso di coscienza” che talvolta travolge, talvolta incute timore e sempre affascina, per lo meno me.

Credo che il saggio abbia il suo punto nevralgico in una frase che si trova più o meno al centro dello scritto (parlare di prima o dopo per un testo di Vecna non è pensabile) e che recita:

E’ encomiabile il voto sacro che fa a protezione dei dati Italiani, ma ritenere che la privacy e la sicurezza siano in contrapposizione è l’errore più grave che si possa commettere. E’ altrettanto utopico che si possa assicurare l’attenta mediazione delle informazioni dei cittadini, si sta parlando di informazioni digitali, non di fascicoli. Privacy e Sicurezza non sono in contrapposizione, [...]

E mentre eravamo convinti che Sicurezza e Privacy fossero in totale antitesi ci ritroviamo a vedere crollare le nostre sicurezze e le nostre certezze. Si parla di Terrorismo e di PSOYP, si discute di Controllo dell’Informazione e di Controllo Internet, si discute dell’Obsolescenza dei Sistemi mentali e di sistemi esperti per il tracking di comportamenti devianti dalla norma. Si riesce a discutere nelle stesse pagine di steganografia e di profilazione di percezione della sicurezza e di terrorismo, di psicologie e di Appeal to Fear in un articolo che, ne sono convinto, cambierà il vostro modo di pesare per sempre.

Grazie, Claudio.

Autore:

Nasce ALAC, Allerta Anticorruzione di Transparency International powered by GlobaLeaks

Lasciando la narrativa invece che al sottoscritto alla capace ed incisiva penna dell’articolo di Carola Frediani sull’Espresso, un breve post per segnalare che: Da oggi però qualcuno prova ad usare uno strumento in più per bucare il muro di gomma della corruzione, stimolando i cittadini e i dipendenti pubblici e privati a segnalare fatti illeciti. […]