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Matteo G.P. Flora

Mi occupo di Analisi e Protezione della Reputazione Online con la mia azienda, oltre che di comunicazione e sicurezza tra Dharma & Data.

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Heil, Fruhrer! Quando Frattini prende a modello il Reich

Fratini l'Hitler d'Italia Berlino, Maggio 1933.
I nazisti devastano le case editrici che pubblicano volumi contro la “morale e l’ideologia” del Reich. Ma non è il primo passo, a dire la verità. Infatti già dal Dicembre del 1932 viene pubblicato l’elenco dei volumi che non possono essere pubblicati, di cui non è consentita la vendita. Da lì in poi, ovviamente, il percorso è in discesa e dalla proibizione della vendita (che comunque era stata scavalcata dalla diffusione privata) si passa alla punizione e distruzione della fonte.

Ma questo succedeva sotto il Terzo Reich guidato da Adolf Hitler, Fuhrer di Germania e intento ad eradicare, come moltissimi dei regimi totalitari, qualunque tipo di forma di attacco al regime da lui imposto, in un tentativo (peraltro ben riuscito, ricordo) di convincere la popolazione locale ed avere il massimo consenso dal massimo numero possibile di individui. E se ricordo bene i numeri Mussolini e Hitler ebbero storicamente un consenso che i nostri politici moderni si sognano (bagnandosi) tutte le notti.

Ma era ovvio che quelli da bloccare fossero i libri, era scontato. Perché? Perché nella società del tempo l’unico tipo di informazione possibile era quella dei libri di approfondimento e dei piccoli circoli letterari o politici. Non esistendo ancora nell’immaginario collettivo strumenti di mass-communication la gente si ritrovava in piccole o grandi comunità di discussione e pubblicava libri, unica “interfaccia” con il resto del mondo.

Lasciatemi fare un fast-forward di 73 anni e la condizione è notevolmente mutata.
Ora salvo rari casi i libri sono per la maggior parte delle persone un sinonimo di svago culturale, un intellegente modo di vedere un film, diciamo così, senza soccombere alla regia ed agli effetti speciali. Ora ci si ritrova in comunità online o in grandissimi eventi e il web ci da tutto l’approfondimento che desideriamo. Anzi, a volte ce ne da anche troppo.
Non c’è da scandalizzarsi! D’altronde è passato oltre mezzo secolo e sicuramente tra un altro mezzo secolo le modalità saranno cambiate ancora. Posso al massimo avere un nostalgico rigurgito di tristezza nel vedere che la qualità complessiva dei lavori tra libri e web è sicuramente diminuita, ma a sapere dove cercare si trova ancora l’Arte.

E qui inizia il bello… A Cercare.

Già, perché nel Quarto Reich d’Italia, insediatosi pochi mesi or sono, il Fröhrer d’Italia Luigi Frattini parla a Reuters (quando bisognerebbe chiedersi con che faccia ce lo abbiamo mandato e con che faccia viene intervistato dalla “ritenevo prestigiosa” agenzia) con parole encomiabili:
> I do intend to carry out a clear exploring exercise with the private sector… on how it is possible to use technology to prevent people from using or searching dangerous words like bomb, kill, genocide or terrorism”.

Già. Chi non conosce la storia è destinato a fare gli stessi errori, ed il Fröhrer d’Italia sembra proprio avesse valutazioni polari nella materia a giudicare dalle decisioni.
Quindi messa all’indice dei siti non più ricercabili e proponibili. La stessa cosa del divieto di vendita del Terzo Reich.
Facciamo uno più uno con la storia del Reich e ci accorgeremo immediatamente che il passo successivo è quello, ovviamente, di bloccare certi contenuti alla FONTE. Non ci vuole un fine statista, basta semplicemente un idiota qualunque (il sottoscritto, ad esempio) per capire che PRIMA si bloccano con la censura gli indici e poi si censureranno i creatori di contenuti. E qualcuno lo ha già iniziato a fare. E poi vedremo bruciare i siti web in piazza a Berlino, Roma o dove siano.

Oltretutto la persona in questione è, oltre che liberticida, anche ignorante (in senso etimologico). Ok, dite voi, sono problemi suoi… Ma no, sono problemi anche nostri e vostri se non capite i concetti cardine del perché una censura di questo tipo oltre che liberticida è PERFETTAMENTE INUTILE.
Parlate un po’ con persone che si occupino di lotta alla pedofilia e scoprirete che Google ANCORA sia utilizzato per la ricerca e la proposta di contenuti pedopornografici. Basta cambiare il Jargon. Un esempio? * La parola ragazza minorenne è bloccata? Bene, usiamo nimphette! * La parola child sex è bloccata? Bene, usiamo boy love!

Signori, non ci vuole certo un genio per capire che l’unico concreto risultato di bloccare le parole afferenti al terrorismo è e può essere uno soltanto: i terroristi utilizzeranno il loro Jargon e non verranno più rintracciati e in compenso le persone comuni non si potranno più documentare.

Ne avevo parlato nel mio video e ne riparlerò quest’anno ad HackMeeting, ma a quanto pare ancora la gente non capisce.

Che fare? beh, aspetto che arrivi qualcuno dal governo a portarmi la fascetta da portare appesa al braccio con il simbolo da cucire sui vestiti che mi identifichi come JUDEN.

Heil, Fröhrer!

ADDENDUM: Dimenticavo di aggiungere altre parole a quelle da bloccare: * Corruzione * Giustizia * Manifestazione * Politici+Corrotti * Beppe+Grillo * Censura * Proxy * TOR

D’altronde una volta sviluppato il programma che fai? Non lo usi?