Jingle Bombs e Achmed – io non ho paura del terrorismo!

Per chi ha apprezzato il filmato di Achmed il terrorista morto propongo una simpatica variazione sul tema di Jingle Bells…

A volte l’ironia è la migliore arma contro qualunque tipo di terrore immotivato. Sono pienamente concorde con Schneier quando dice:

The point of terrorism is to cause terror, sometimes to further a political goal and sometimes out of sheer hatred. The people terrorists kill are not the targets; they are collateral damage. And blowing up planes, trains, markets or buses is not the goal; those are just tactics. The real targets of terrorism are the rest of us: the billions of us who are not killed but are terrorized because of the killing. The real point of terrorism is not the act itself, but our reaction to the act.

And we’re doing exactly what the terrorists want. Vi consiglio caldamente di leggere l’iniziativa americana contro il terrore immotivato che prende il nome di I am not afraid (io non ho paura) e che invita a scrivere ai propri governanti:

“I am not afraid of terrorism, and I want you to stop being afraid on my behalf. Please start scaling back the official government war on terror. Please replace it with a smaller, more focused anti-terrorist police effort in keeping with the rule of law. Please stop overreacting. I understand that it will not be possible to stop all terrorist acts. I accept that. I am not afraid

Già, perché se proprio dobbiamo avere paura di qualcosa non è del terrorismo ma delle automobili.

Cosa c’entrano le automobili? Beh, negli utlimi 20 anni negli Stati Uniti le morti per incidenti stradali sono state circa 800.000. Nello stesso arco temporale abbiamo avuto (permettetemi un FORSE) due attacchi terroristici sul suolo americano che hanno portato a circa 3.000 morti. Il che significa, conti alla mano, che dovremmo avere 200 volte più paura di un auto che di un terrorista.

Ma mentre per le automobili non si fa nulla, gli Stati Uniti hanno attaccato il mondo intero per un problema di proporzioni microbiche. Hanno lanciato invasioni, hanno creato nuove e complesse burocrazioe, hanno buttato alle ortiche le Libertà personali e Costituzionali, hanno speso miliardi di dollari in guerre che non hanno sortito effetto contro il terrorismo in sè (i capi del terrorismo sono ancora tutti a piede libero).

Secondo me vedere le cose nel loro contesto di proporzione rappresenta un’ottima via per eliminare alla radice tanti dei problemi di questa strategia del terrore che più che combattere il problema tende a spaventare immotivatamente l’opinione pubblica. E sappiamo bene che quando l’opinione pubblica è spaventata è facilmente manipolabile. E che le misure di sicurezza appaiono tutto d’un tratto non un inutile intrusione nella Privacy del singolo, ma un utile contrastare un problema che in realtà praticamente non esiste.

Buona lettura e buona visione del mio personalissimo “Buon Natale”…

Dimenticavo: SILENCEEEEE!!!!… I’ll KILL YOU!!!!!

Autore:

No, il terrorismo non c’entra con la sorveglianza di massa

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