Forse ci lasciano fare il nostro lavoro: 615 e Sicurezza Informatica

Sembra che alla fine ci stiamo arrivando ed è grazie a Pietro Folena e non solo che in Commissione e’ passata una modifica al ddl C. 2807 sui ciber crimini (ratifica della Convenzione di Budapest). Si tratta, in particolare, dell’art. 615-quinques c.p. gia’ previsto dal nostro Codice, appunto, ma che per necessita’ di ratifica si vuole/deve modificare:

Chiunque, allo scopo di danneggiare illecitamente

un sistema informatico o telematico, le informazioni, i dati o i programmi in esso contenuti o ad esso pertinenti, ovvero di favorire l’interruzione, totale o parziale, o l’alterazione del suo funzionamento, si procura, produce, riproduce, importa, diffonde, comunica, consegna o, comunque, mette a disposizione di altri apparecchiature, dispositivi o programmi informatici, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa dino a euro 10.329”

Come dice il sempre illuminante (in certi argomenti, non ti montare la testa ;)) Daniele Minotti in un post:

Come ci spiega il parlamentare, il pericolo scampato starebbe nell’esclusione di sanzioni penali per chi della sicurezza informatica (in particolare, dello studio dei malware) ne fa professione o studio non dannoso (e non stupido e vandalico diletto).

Che dire? Probabilmente potrò continuare a fare quello che faccio con un po’ meno paura… :)

Autore:

No, il terrorismo non c’entra con la sorveglianza di massa

E non lo dico io, lo dice Nils Muižnieks, Commissario ai Diritti Umani del Consiglio Europeo che si pronuncia in modo perentorio affermando che: The “secret, massive and indiscriminate” surveillance conducted by intelligence services and disclosed by the former US intelligence contractor Edward Snowden cannot be justified by the fight against terrorism, the most senior […]