Vogue come LS-Magazine?

Sappiamo tutti che il web non dimentica. Ma questo non dimenticare alle volte è un problema. Grosso.

Ho avuto modo, negli anni, modo e distinto dispiacere di imbattermi una serie di volte nel marcio della rete. Uno di questi marci, che per chi controlla la parte oscura del web è uno spauracchio ricorrente, è LS-Magazine.

Sul numero mensile di Vogue, edizione francese, numero di dicembre 2010 il buon Massimo mi informa che sono state pubblicate le foto:

di bambine di sei anni dallo sguardo, dai vestiti, dagli atteggiamenti, dall’ambiente da “femme fatale” cioè di donna: fatale, dominatrice, lussuriosa e perversa.

E questo non pò che farmi pensare agli Ukranian Angel Studios, gli studios che furono sgominati nel 2004 in Ucrania. L’operazione ha fatto il giro del mondo. Pubblicavano una serie di riviste, tra cui il celeberrimo, nella sua crudeltà, Ls-Magazine. Una magazine di “modelle” o presunte tali. Truccate. Nude o seminude. Ma truccate da donne adulte. Vestite da donne adulte. La gioia del pedofilo era esattamente il fatto che era legale. O per lo meno per una serie di mesi e anni lo è stato.

Bene, a me Vogue ha fatto venire in mente quello. E lo sdoganamento tra sacro e profano.

A me eh, sia chiaro.

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