Why we protest

Se qualcuno di voi ancora non ha capito la mole mediatica e soprattutto l’idea politica dietro alla figura di Anonymous può iniziare a vederne la faccia pulita al sito Why We Protest, disponibile anche in lingua italiana. Online si trova anche il video che spiega le dinamiche di base:

Ovviamente il problema è un po’ più vasto e dietro ad Anonymous si nascondono anche l’anima faceta, quella teppistella, quella immatura, quella goliardica, quella crudele ma comunque sia vale assolutamente la pena spendere un po’ di tempo ricercando per la rete ambedue le differenti anime, che vanno da Project Chanology contro Scientology, sino ad Operation Payback contro la lobby discografica ed ultimamente a sostegno di Wikileaks, sino alla cloaca maxima del web (ed uno dei posti più divertenti assieme) che è /b/ (attenzione NSFW).

Ogni supereroe ha il suo lato oscuro, e Anonymous non è da meno, con la faccia pulita e sporca (e non volete sapere di cosa) a seconda di come lo si guarda e del momento del giorno. Perchè? perché:

La conoscenza è libera. Noi siamo Anonymous. Noi siamo Legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Contateci.

E’ strano come il supereroe di questo tempo sia al contempo crudele e workingclass hero. Perchè l’altra immagine di Anonymous ha un motto leggermente differente: “Anonymous: perché nessuno di noi è così crudele come tutti noi messi assieme”.

E’ difficile amare Anonymous. E’ difficile non stimare Anonymous. E’ difficile odiare Anonymous. Perchè Anonymous è un po’ tutti noi. Nessuno escluso.

Autore:

Le università italiane passano al cloud. Con quali garanzie?

Oggi grazie a Yanfry scopro una conversazione interessantissima sulla mailing list di Nexa a firma del Prof.Luciano Paccagnella, Professore Associato di Sociologia dei processi culturali nel Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino: gli atenei italiani e tra I primi Torino stanno dismettendo i loro servizi di posta elettronica migrando su Gmail (ma […]