Sti maledetti pirati terroni!

E’ di oggi l’illuminante Articolo di Repubblica saggiamente intitolato “Il Bel Paese dei pirati siamo un popolo di hacker” che pone fine, una volta per tutte, a tutti i nostri dubbi sul fenomeno dei Pirati Informatici.

Premesso che è assolutamente vero e che in Italia abbiamo alcuni dei migliori skill mondiali dell’hacking, aziende come Minded, eMaze, HackingTeam, Mediaservice, Reply Security, professionisti, coder e conferenzieri del calibro di cui potrei dare al volo un’ottantina almeno di noi, era ora che Repubblica si accorgesse che siamo una voce possente come Italia nel panorama mondiale! Molti partecipano a conferenze internazionali, alcuni vengono pubblicati su Phrack, la distribuzione di Forensics più utilizzata al mondo e quella di PenTesting più diffusa sono entrambe italiane, buona parte del software di IDS Evasion è italiano, le Guide di Pentesting di Owasp sono state coordinate per anni da un italiano come anche italiani sono esperti in Google, IBM, Microsoft, Dell… Insomma, siamo felici che Repubblica se ne sia accorta, no? No. Perchè secondo Repubblica l’Italia è un paese di Hacker perché? Perchè 15-34 enni tèroni (da leggersi con pesante accento menegnino) PIRATANO MUSICA e SOFTWARE… Titolo e sottotitolo:

Il Bel Paese dei pirati siamo un popolo di hacker Maschio, tra i 15 e i 34 anni, residente al centro sud. È il pirata che scarica illegalmente film e musica da Internet. Un fenomeno non più di nicchia, ma che riguarda un internauta su quattro. E l’industria creativa annuncia perdite per 19 miliardi di euro. L’Agcom sta per varare un regolamento che contrasta il fenomeno

Non ci provo nemmeno più a dire la differenza di Hacking e Pirati. O a contrastare la iniquità morale e ignoranza di certi giornalisti.

Mi fermo al solo guardare schifato la moda continua ed imperterrita del “mettiamo termini ad cazzum per vedere di vendere di più”.

Mala tempora currunt.

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