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Auguri, mia casa, mia compagna, madre, amica, a volte anche un po’ nemica. Auguri mia scontrosa e imprecisa amica, frivola e profonda, disinteressata ma piena di speranze. A te che sai la tua condizione, ma non ti arrendi mai. A te che speri, come me. A te che sogni, come me. Auguri a te, sempre insuperabilmente mia amata. Orgoglioso come sempre di chiamarti Patria. Orgoglioso come sempre di essere italiano.

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L’Unit-Harakiri: perché l’Unità è morta

Ora, guardate l’articolo di copertina e provate ad immaginare il soggetto a cui si riferisce. Me ne vengono in mente un po’: I giornalisti (1): che nemmeno andasse della loro vita sono riusciti a creare un giornale che avesse il minimo seguito per sopravvivere; I giornalisti (2): che non hanno avuto la benché minima capacità […]