Le aste della Procura di Milano e il procedimento Borra

I patiti delle vendite al dettaglio di beni usati, il folto e nutrito gruppo dei seguaci di Ebay & Co, in quest’ultimo periodo sembra avere trovato pane per i suoi denti in un contesto lievemente differente. Infatti, per la prima volta in Italia, si è presentata online la possibilità di partecipare “virtualmente” ad un’ asta della Procura di Milano e più precisamente quella concernente il Procedimento Penale 31034/03 ed al sequestro datato 17.10.2003 ed eseguito dalla Guardia di Finanza di Milano in data 17.10.2003 nei confronti di BORRA ANGELINO e BORRA CATERINO nei locali siti in Montebello della Battaglia, via per Lungavilla n. 43. Per la prima volta è online un sito internet contenente le fotografie della merce sequestrata e l’indicazione su come procedere per la partecipazione all’Asta.

Novità e retaggi del passato

Se l’iniziativa è sicuramente encomiabile dal punto di vista dell’innovazione e della lungimiranza, è sfortunatamente affetta da numerosi e importanti “retaggi del passato” che sarebbe meglio gettare nel dimenticatoio in occasione di una svolta così epocale. Si nota infatti perfettamente la volontà da parte dei lungimiranti Pubblici Ministeri Perrotti, Taddei e Targhetti di voler ad ogni costo infrangere uno status-quo che favorisce pochi elementi di una lobby ben radicata in favore di una ben più democratica visione del processo dell’Asta, e la permanenza di alcuni comportamenti e di alcune tecnologie non favorisce di certo questo processo tanto importante. Innanzitutto vi è il problema della scelta del FAX come mezzo per l’invio delle offerte. Il FAX, infatti, non offre nessun tipo di certificazione dell’avvenuto recapito dell’offerta, oltre a non offrire nessun tipo di “convalida” dell’effettivo risultato di ricezione (il mio fax è leggibile? La carta si è inceppata?). In un’ottica di controllo maggiore, inoltre, un mezzo meccanico ed antiquato come il FAX non tutela in alcun modo l’offerente… E’ troppo facile, infatti, sbarazzarsi di un FAX “scomodo” a favore di un FAX molto più “comodo”. Perchè nessuno vuole mettere in dubbio la legittimità e la correttezza degli impiegati del tribunale nell’esercizio delle loro funzioni, ma un FAX non presidiato (come più volte segnalato dalla Procura) e senza una duplice copia di conferma o una memorizzazione non modificabile offre fin troppi buoni spunti alla persona che si ritrova casualmente nei paraggi dell’apparecchio. E’ inoltre opinabile la scelta di utilizzare per la pubblicazione non il sito stesso della procura (probabilmente per problemi di spazio web) ma un fantomatico http://www.ferdinando.cecchini.name , sito registrato peraltro sul noto provider a basso costo ed ancora più bassa affidabilità Aruba proprio dal signor Ferdinando Cecchini , probabilmente l’esecutore materiale delle pagine, e che ben poco ha a che fare con la mansione che deve svolgere. Molto meglio sarebbe stato, alla luce dell’ingente investimento di Euro.19,00, la registrazione di un dominio ad-hoc (astaprocedimentoXXX.it) che avrebbe fornito sicuramente una maggiore credibilità ed autorevolezza . Inoltre è strano che un sistema tanto innovativo da utilizzare il WEB per la parte più cospicua dell’operazione, non utilizzi lo stesso web per portare a termine il lavoro in un’ottica di coerenza e di completezza del sistema.

Una migliore gestione

Nell’ambito di una visione ottimistica della situazione, quella per intenderci in cui questo episodio si configura come la prima tappa di percorso che porterà alla creazione di una nuova realtà dell’Asta Online, sarebbero molteplici e variegate le angolazioni da tenere presenti per creare un servizio veramente completo. Il sistema da creare dovrebbe basarsi principalmente su quattro punti cardine: * La verifica di Identità e di legittimità * La non ripudiabilità * La sicurezza e la custodia del sistema * La trasparenza nella gestione e nelle comunicazioni Vediamo di esaminare nel dettaglio ciascuna di queste indispensabili caratteristiche.

Un’asta di individui e non di numeri

La creazione di un sistema per la gestione delle Aste online per la Procura dovrebbe certamente basarsi sull’assunto dell’introduzione nel sistema stesso di individui la cui identità sia stata accertata . Non si parla di certificazioni o skills particolari, ma della preventiva autorizzazione a porre in essere delle offerte data dalla individuazione effettiva del futuro “utente” del sistema. In un’ottica web, la registrazione al sistema dovrebbe essere corroborata da documentazione (carta di identità/certificato di attribuzione di Partita Iva…) da fare pervenire mezzo raccomandata o comunque personalmente presso l’ufficio incaricato. Un esempio concreto di un meccanismo simile è quello effettuato dal sito delle Poste (www.Poste.it) che verifica preventivamente l’esistenza della persona mandando il codice di “sblocco” per un account via telegramma a casa dell’interessato. Un meccanismo di questo tipo convalida a priori (con una buona affidabilità, se non in modo perfetto) gli utenti, ed evita spiacevoli giochi di “puntate al rialzo” da parte di persone fittizie che vengono poi invalidate a favore di un offerente “precedente” e con un’offerta decisamente inferiore.

Non ripudiabilità e certificazione: un vantaggio per acquirente e proponente

Un altro annoso problema è quello della non ripudiabilità. Infatti è proprio attraverso una corretta applicazione del principio di non ripudiabilità che si può ottenere un sistema tutelante ambo le parti del processo di messa all’asta/offerta. Il sistema dovrebbe farsi carico dell’offerta dell’utente e dare all’utente una conferma della presa in carico . Alla fine dell’asta il migliore offerente avrà sicuramente la vittoria, ma dovrà essere comunicato agli ALTRI offerenti quale è stata l’offerta più alta, al fine di poter verificare se la propria offerta è stata adeguatamente interpretata e presa in considerazione. L’identificazione e la certificazione preventiva di un utente agevola sensibilmente tutto questo processo, consentendo tramite login di “tracciare” con precisione tutte le richieste.

Sicurezza nella custodia

Un punto di fondamentale importanza nella realizzazione dell’architettura che dovrebbe portare alla soluzione definitiva è la creazione di un sistema atto a immagazzinare OGNI TRANSAZIONE del data-base su macchine non accessibili ad altri salvo che al Pubblico Ministero stesso. Se da un lato questo si configura come una sicurezza “fisica” della macchina, facilmente ottenibile in una server appliance certificata, dall’altra si basa molto più sulla sicurezza informatica : UN SOLO account personale (gestito direttamente dal PM) dovrà avere accesso alle singole offerte e, soprattutto, alle funzioni avanzate di cancellazione di una offerta (in caso di errore evidente o di account riscontrato fasullo). Comunque sia e qualunque sia l’account utilizzato, è necessario provvedere alla creazione di un Log di sistema implementato su macchine opportunamente configurate per memorizzare le informazioni in aree “append only”, in cui cioè sia solamente possibile aggiungere informazioni e non modificare quelle esistenti. Un suggerimento utile è inoltre quello di procedere alla stampa giornaliera del suddetto LOG e alla sua autenticazione, così da poter giorno per giorno avere ben chiara la situazione e la documentazione necessaria ad individuare eventuali malfunzionamento o manipolazioni.

La trasparenza come necessità e sicurezza

Ma se ognuno di questi accorgimenti tecnico/implementativi rappresenta un fattore di alta importanza, nessuno di questi è importante come la TRASPARENZA nella gestione del processo . E’ assolutamente necessario che il singolo utente si senta tutelato dalla possibilità di VAGLIARE il sistema direttamente di poter constatare, alla fine dell’asta, la regolarità della stessa . I meccanismi necessari per consentire questa fiducia sono, evidentemente, quelli di una informazione continua e puntuale sullo stato dell’asta e sulla sua conclusione, che potrebbero riassumersi nelle due componenti di: * Pubblicazione live dell’offerta più alta valida : tramite la visione per l’articolo X dell’offerta attualmente più alta ritenuta valida è possibile dare comunicazione precisa e puntuale al singolo utente direttamente nell’interfaccia di presentazione dell’articolo. L’utente potrà in questo modo verificare e validare che anche la sua offerta è stata presa in carico, nonch rilanciare una eventuale offerta superiore alla sua. Inoltre un sistema di questo tipo assicura alla Procura il massimo profitto , poichè il “gioco” della offerta scandalosamente bassa per ignoranza da parte di altri soggetti non può ovviamente essere applicato quando le offerte sono direttamente visionabili da perte di tutti. * Pubblicazione puntuale delle offerte vincitrici : solo tramite la pubblicazione finale delle offerte vincitrici e dell’importo di queste è possibile fare in modo che il singolo utente possa avere la riprova della correttezza delle operazioni effettuate. Se infatti un articolo è stato aggiudicato ad una offerta di importo inferiore a quella dell’utente, questi può in modo agevole e veloce dare comunicazione della riscontrata irregolarità o anomalia. La certificazione della sua offerta, infatti, lo autorizza a questo.

Fonti e materiali

  • Il Sito del’Asta è visionabile a questo indirizzo (sito non più attivo)
  • La discussione ed i commenti in merito al mio articolo sulmio vecchio BLOG

Conclusioni

E’ da sottolineare ancora una volta quanto questo primo caso di Asta Online da parte della procura sia importante e quanto sia da apprezzare e stimare l’atteggiamento degli esimi Pubblici Ministeri nell’idea di vera democrazia che un approccio di questo tipo offre. Spero inoltre che questa piccola trattazione sia di aiuto agli stessi per evitare gli inconvenienti ed errori di percorso che questa prima implementazione ha creato e per continuare in questa direzione encomiabile anche alla luce di quei piccoli accorgimenti che servono per realizzare appieno questa modesta “rivoluzione digitale”. Rimango a completa disposizione, come al solito, sia dei PM che di chiunque ritenga di voler commentare le mie idee e vi invito a contattarmi alla pagina Pagina dei Contatti per qualunque consiglio o suggerimento.

Autore:

No, il terrorismo non c’entra con la sorveglianza di massa

E non lo dico io, lo dice Nils Muižnieks, Commissario ai Diritti Umani del Consiglio Europeo che si pronuncia in modo perentorio affermando che: The “secret, massive and indiscriminate” surveillance conducted by intelligence services and disclosed by the former US intelligence contractor Edward Snowden cannot be justified by the fight against terrorism, the most senior […]