Premesso che secondo me, salvo rarissime eccezioni, chi utilizza la pillola del giorno dopo è un cretino cerebroleso che nel 2008 non ha ancora capito nulla di contraccezione (e ribadisco vi sono comunque scusanti ed eccezioni, quindi piano con i commenti), premesso questo ricordo che siamo in uno stato di diritto ed il diritto del cittadino non può essere leso in nome di nessuna fantomatica obiezione di coscienza se non nei casi esplicitamente previsti dalla legge.
Come a dire, dura lex sed lex, ma in ambedue le sue varianti: dura da accettare per ME ma anche per chi se ne fa beffa e vuole ignorarla.
[La Stampa][1] racconta infatti l’odissea notturna di una donna che cerca inutilmente di farsi prescrivere la pillola del giorno dopo, compiendo una vera e propria via crucis negli ospedali romani e ottenendo in risposta una interminabile serie di dinieghi, motivati dall’obiezione di coscienza dei vari medici di turno.
A quanto pare questa sonora cazxxxa da un punto di vista legale si ripete continuamente in numerosi ospedali italiani, come se la gente del settore non sapesse che la pillola del giorno dopo [non è un presidio abortivo][2], e che la [legge 194/78][3] prevede la possibilità dell’obiezione di coscienza esclusivamente nel caso di interruzione di gravidanza.
Tanto premesso, invito le donne che dovessero vedersi rifiutata la prescrizione della pillola del giorno dopo a denunciare il farmacista o il medico che le hanno negato un diritto costituzionale. Chissàmai che imparino?
Prcedere come segue (pedissequo plagio dal post di [MetilParaBen][7]):
1. Farsi sempre registrare allentrata del Pronto Soccorso;
2. Chiedere al personale medico e infermieristico con cui vengono in contatto di qualificarsi;
3. Se vi viene detto che il ginecologo di turno non può ricevervi, chiedete cosa glielo impedisce, fatevi dare le sue generalità complete e sottolineate che intendete procedere penalmente;
4. Fatevi rilasciare una cartella di Pronto Soccorso contenente i motivi della mancata prescrizione;
5. In caso di non adesione del personale ospedaliero alle legittime richieste di cui ai punti precedenti, chiamate immediatamente le forze dellordine e denunciare l’accaduto sul posto e in loro presenza.
Una volta ottenuti questi dati sarà possibile denunciare il medico che non ha voluto prescrivere la pillola del giorno dopo dichiarandosi obiettore (già che ci sono, aggiungo che identica misura può essere adottata nei confronti dei farmacisti che si rifiutano di venderla).
[Qua tutte le informazioni][4]; [qua][5] e [qua][6] i modelli da utilizzare per le denunce.
Svegliamoci, gente! [1]: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200802articoli/29842girata.asp [2]: http://www.associazioneaglietta.it/comunicatistampa1007.html#30-10b [3]: http://www.ginecologiaediritti.it/testo194.htm [4]: http://www.lucacoscioni.it/pillola_del_giorno_dopo [5]: http://www.lucacoscioni.it/files/Esposto%20pillola%20del%20giorno%20dopo.pdf [6]: http://www.lucacoscioni.it/files/Modello%20denuncia%20farmacisti.doc [7]: http://metilparaben.blogspot.com/2008/02/denunciateli.html [tag]obiezione, legge, pillola del giorno dopo, aborto[/tag]
» Sabato 23 Febbraio al BarCamp di Torino
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Premesso che secondo me, salvo rarissime eccezioni, chi utilizza la pillola del giorno dopo è un cretino cerebroleso che nel 2008 non ha ancora capito nulla di contraccezione (e ribadisco vi sono comunque scusanti ed eccezioni, quindi piano con i commenti), premesso questo ricordo che siamo in uno stato di diritto ed il diritto del cittadino non può essere leso in nome di nessuna fantomatica obiezione di coscienza se non nei casi esplicitamente previsti dalla legge. 