Esselunga e la testa nel gabinetto…

Io vivo a fianco di quel Punto Vendita e nemmeno l’avrei scoperto, non fosse stato per il volantinaggio di stamattina.

Esselunga di Viale Papiniano a Milano: il 2 Febbraio una cassiera di 44 anni, extracomunitaria, madre mi pare di due figli, assunta con un contratto atipico e in scadenza, è stata oggetto di mobbing. Le è stato negato ripetutamente il permesso di allontanarsi dalla cassa per andare in bagno. La cassiera si è bagnata, ed è rimasta al suo posto in queste condizioni fino a fine turno, con imbarazzo suo e dei clienti.

La cosa ovviamente è venuta a conoscenza dei sindacati che hanno reso pubblica la notizia. La direzione dell’Esselunga, a quanto pare, non ha smentito e non ha preso alcun provvedimento nei confronti dei superiori della vittima. Ovviamente la vittima, non avendo più nulla da perdere, ha denunciato il fatto e ha chiesto un bel po’ di soldi per danni morali e materiali. Ma, come se non bastasse, la vittima è stata minacciata con spintoni e pugni oltre che umiliata ripetutamente, nello spogliatoio dell’Esselunga, con lo scopo di indurla probabilmente a ritirare la denuncia. La direzione dell’Esselunga non ha fatto dichiarazioni e continua a non farle dal 2 di Febbraio.

Ecco qui sotto il volantino distribuito stamane:

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Che dire? Che sia una manovra dei sindacati come dice qualcuno? Non so proprio, ma la mancanza di dichiarazioni anche di smentita poco si accorda con una posizione di innocenza, non credete?

Per ora il PAM dietro all’angolo torna ad essere la meta preferita.

Non voglio colpevolizzare nessuno, voglio solamente un po’ di chiarezza e delle dichiarazioni formali. Tutto qui.

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