A testa di cazzo!

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BlackCat è la mamma di Alex, un adorabile e giocherellone (con la mamma) bambino autistico. Ha un blog e recconta quel pizzico di rammarico commisto a ironia e coraggio i piccoli episodi quotidiani, senza mai crogiuolarsi nell’autocommiserazione. Questo mi ha fatto scompisciare:

Ho sulla macchina un odioso contrassegno arancione, con sopra stilizzato un uomo su una sedia a rotelle. E’ la lettera scarlatta che ci si deve portare in giro se si ha bisogno di fruire di determinati benefici, quali determinati parcheggi. Il contrassegno l’ho ovviamente ottenuto per mio figlio, e non lo avrei nemmeno richiesto se per portarlo al centro riabilitativo non avessi bisogno di parcheggiare due volte al giorno in un parcheggio (l’unico in zona) riservato esclusivamente ai disabili, che son poi i frequentatori del centro stesso. Ieri l’ho ahimè utilizzato anche per fare una sosta, insieme a mio figlio, in un centro commerciale pavese, perché avevo urgenza di comprare il latte per Chiara. Diluviava veramente a secchiate, c’erano una dozzina di parcheggi per disabili liberi, e ne ho occupato uno, con tutti i diritti di legge. Scendo, prendo per mano Alexander. Passa una coppia sotto un ombrello. “Guarda la solita stronza che ha il contrassegno rubato con le visite finte, che schifo” Chiudo le orecchie a mio figlio. “A testa di cazzo, lo vuoi tu il fottuto contrassegno di merda insieme all’autismo di mio figlio?” La faccia della tipa non ve la dico, la faccia del marito neppure, li ho visti farsi piccolissimi e scappare. Poi mi son girata e ho guardato l’insegna del centro commerciale, e ho cominciato a ridere, sotto la pioggia.

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